The Sideways Poker Industry

Publicato il giugno 21, 2007 at 22:00
Scritto da Scott Obrian
The Sideways Poker Industry

Quando Benny Binion inaugurò, nella Las Vegas degli anni '70, il World Series of Poker, il suo obiettivo era quello di puntare i riflettori sul suo casinò Horseshoe Casino in particolare e sull'industria del poker in generale, per dare una scossa a questo settore e attirare clienti.

Adesso si può dire che questa operazione ha avuto successo ben oltre ogni sua aspettativa, ma si è trattato di una strada lunga, da percorrere.

Il boom del poker non è infatti esploso fino agli inizi del ventunesimo secolo, periodo in cui si è cominciato a introdurre ai tavoli da poker videocamere di sorveglianza.

E una volta che le televisioni hanno cominciato a trasmettere show come il Late Night Poker di Channel 4 e il World Poker Tour il boom si è trasformato in una vera e propria esplosione, che ha letteralmente scosso il pianeta del gioco d'azzardo.

Le sale da gioco che erano state costrette a chiudere negli anni '80 e '90 hanno riaperto e in televisione hanno cominciato ad apparire imitazioni del WSOP, mentre lo stesso è stato rilevato dalla Harrah's e trasformato in un mostro del marketing.

Se un qualsiasi investitore avesse avuto denaro da investire nel poker (online o offline, in vere e proprie sale da poker) avrebbe potuto guadagnare moltissimi soldi. Ma non tutti gli affari legati a questo settore implicano necessariamente la gestione di un casinò o simili.

Una logica conseguenza del folle e profondo interesse per il poker è stata per esempio la pubblicazione di libri sull'argomento: guide sul poker scritte da leggende e professionisti di questo gioco sono diventate popolarissime, e sono state ben presto affiancate da lezioni audio e video scaricabili direttamente su PC o su telefonini ecc.

Con la parallela espansione dell'industria della pubblicazione autonoma e su richiesta gli autori si sono ritrovati con la possibilità di scrivere un libro e metterlo in vendita in breve tempo, e molti hanno colto questa opportunità al volo. Oltre ai libri, comunque, attorno all'industria del poker si sono create con il tempo una serie di altre industrie satellite, di dimensioni più piccole, dedite alla produzione di beni legati al gioco del poker.

Chips, carte, tavoli e simili sono richiestissimi e sono diventati facilmente reperibili non solo in negozi online specializzati ma anche nei supermercati e nei discount vicino a casa.

L'oggetto più popolare inventato in questo ambito è probabilmente il card protector (un amuleto per proteggere il giocatore e le carte da sfortuna ecc.), un gadget piccolo e attraente quanto basta per far sì che ogni giocatore desideri di portarlo con sè al tavolo, per piazzarlo come portafortuna e fermacarte sulle carte stesse.

E' curioso notare che la maggior parte dei giocatori professionisti preferisce usare come ferma carte una semplice chip, al posto di un card protector personalizzato.

Molti si chiedono se l'industria del poker sia ormai finita, o quantomeno in netto declino.

Mentre il WPT, il WSOP e altri grandi tornei continuano ad avere successo, la presenza di molte altre piccole aziende che funzionano grazie al poker farebbe pensare proprio il contrario.

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