Nel poker, specialmente nel Texas Hold'em senza limiti, è bene farsi la fama di giocatori aggressivi. Se sentite parlare di un giocatore di poker tra i più duri e i più aggressivi, vincitore durante la sua carriera di oltre quattro milioni di dollari, beh deve trattarsi per forza di cose di Scotty Nguyen.
Nonostante sia soprannominato il Principe del Poker, Scotty non ha il sangue blu.
Infatti, all'età di 14 anni lasciò il Vietnam, il suo paese d'origine, spinto dai genitori, che volevano che il proprio figlio scappasse da un futuro di povertà quasi certo per gli abitanti di Nha Trang. Così Scotty fece i bagagli e si trasferì in America, ospitato per i primi tempi da una famiglia di Chicago.
Un anno dopo si trasferì di nuovo, in una nuova famiglia in California, dove un mix di nostalgia di casa e difficoltà nell'adattarsi al nuovo paese gli causarono problemi a scuola. Introdotto al mondo del poker, cominciò a giocare clandestinamente, saltando le lezioni e venendo, per questo, espulso.
Scotty era determinato a crearsi una vita secondo le sue condizioni, e si mise quindi in cerca di possibilità di gioco nella regione della Californa del sud, nel tentativo di entrare nel giro del poker.
Dopo aver perso letteralmente tutti i suoi soldi, cominciò a lavorare come mazziere, lavoro che si rivelò il modo perfetto per imparare strategie e tecniche di gioco.
Come mazziere Scotty fu in grado di osservare e studiare i giocatori perdenti e vincenti da un punto di vista unico e ciò gli permise di apprendere le tecniche necessarie per ricominciare a giocare a poker.
Non passò molto tempo prima che questo ragazzo ribelle si trasformasse in un adulto estremamente disciplinato: mettere la testa a posto era l'unico modo per migliorare a poker e ottenere ciò che Scott aveva sempre desiderato.
Nonostante sia cresciuto, Scotty non ha perso l'aggressività di quando era un ragazzino ribelle. Il suo stile deciso lo caccia spesso nei pasticci, ma alla fine lo ripaga sempre.
Si è fatto strada negli anni, fino ad arrivare al WSOP, dove nel 1997 è riuscito a vincere un braccialetto. L'anno seguente Scotty si è inoltre trovato a sfidare Kevin McBride nella partita finale del torneo principale del WSOP.
In questa partita i due giocarono una mano che fece parlare di sè nel mondo del poker per gli anni a venire: entrambi i giocatori avevano in mano un full, ma Scotty si trovava in vantaggio. Dopo aver scommesso una somma spropositata pronunciò la famosa frase: "se chiami abbiamo chiuso, amico". McBride chiamò la puntata, andò all in e perse contro Scotty, il Principe del poker.
Vale sempre la pena seguire qualsiasi partita o torneo che coinvolga Scott, per il suo coraggio, per la sua personalità e, soprattutto, per il poker di prima classe che è in grado di giocare.
Da quella famosa partita Scotty ha preso parte a molte altre finali di altrettanti tornei sparsi dovunque nel mondo. Ha persino inaugurato un evento che porta il suo nome: lo Scotty Nguyen Poker Challenge, che viene organizzato al Cherokee Casino in Oklahoma, negli Stati Uniti.
Nella sua carriera di giocatore di poker professionista, Scotty si è aggiudicato più di 30 vittorie in contanti e molti altri riconoscimenti, inclusi due braccialetti WSOP: Scotty è anche l'unico giocatore che è stato in grado di arrivare in finale durante tutte le stagioni del World Poker Tour a cui ha partecipato.








